[pp. 99-121]
Il saggio analizza il rapporto strutturale tra mafie ed economia legale, mostrando come le organizzazioni criminali non siano entità antistatali ma attori economici inseriti nei meccanismi di mercato. Attraverso un approccio storico, sociologico ed economico, si evidenzia come la violenza sia stata trasformata in potere stabile e i profitti illeciti reinvestiti nell'economia legale, sfruttando globalizzazione, finanziarizzazione e paradisi fiscali. Si critica la teoria economica dominante e si propone una rilettura del capitalismo che includa il ruolo strutturale delle mafie.
Economia mafiosa, criminalità organizzata, capitalismo, riciclaggio, globalizzazione
This essay examines the structural relationship between mafias and the legal economy, showing that they are not anti-state actors, but economic agents integrated into market dynamics. Using historical, sociological, and economic perspectives, it highlights how violence became stable power and illicit profits were reinvested in legal sectors, leveraging globalization, financialization, and tax havens. It challenges dominant economic theory and calls for a rethinking of capitalism that acknowledges the mafia's structural role.
Mafia economy, organized crime, capitalism, money laundering, globalization